Passione

Un giorno entrò in negozio un uomo distinto.
50 anni portati bene, con eleganza
ed eleganti movimenti di mano e di occhi, azzurri.

Chiese del Signor Gianola.
Pensai ‘Un uomo così non può essere uno scocciatore’
(l’abito purtroppo fa ancora il monaco…)
e del resto cosa avevo da perdere a chiamare papà?

L’uomo domandò ‘Non mi riconosce, vero?’
Papà scherzando giurò di non avere altri figli sparsi per il mondo e, dopo averlo guardato ben bene,
disse che proprio non si ricordava, ma che avrebbe avuto piacere
nel ricevere almeno un piccolo indizio….

Era un medico, viveva da tempo all’estero e, per ragioni di famiglia,
era tornato a Varese dopo tanti anni.
A sei anni entrò nel nostro negozio per la prima volta
a curiosare….  attratto dalla passione per i coltelli.

Era la fine degli anni ’50 ed il nostro negozio a Varese era da tutti chiamato ‘la baracca’ ,
proprio perché era una casetta di legno ‘incastonata’
tra i cantieri edili del boom economico del dopoguerra.

A sei anni iniziò ad amare i coltelli…
Tutti i coltelli, quelli sportivi e quelli da cucina, quelli artigianali e di serie.
A sei anni incontrò mio papà che lo incitò a proseguire in questa passione,
spiegandogli come veniva prodotto un coltello, il perché di certe forme e chissà che altro.

Ai tempi non c’erano molte varietà di coltelli né tanto meno le ricercatezze del design
o le alchimie degli acciai dalle prestazioni eccezionali….
Trasmise una grande passione…. Senza vendergli un coltello…

L’uomo distinto era entrato solo per dire grazie a mio papà.
La sua passione era continuata… era un collezionista di coltelli
ed amava cucinare circondato da coltelli ‘giusti’.

Era una papà che comprava il primo coltello svizzero al figlio,
che da lui aveva ereditato la stessa passione!

Margherita Gianola